Diritto d'autore (pagina a cura di Antonella De Robbio)

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Il sistema italiano a diritto d'autore

Il testo normativo che regola la proprietà intellettuale artistica e letteraria in Italia è basato sul sistema a diritto d'autore e si riconduce al Testo Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, testo che non è rimasto invariato nel corso degli anni, ma che ha subito numerose modificazioni e integrazioni intervenute a ridisegnarne i confini. La normativa sul diritto d'autore è stata recentemente modificata dalla legge 22 maggio 2004, n. 128 sulla diffusione telematica abusiva delle opere dell'ingegno, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43 contenente disposizioni per l'università e la ricerca, dal DLGV 13 febbraio 2006, n. 118, dal DLGV 16 marzo 2006, n. 140 e dal DDL S861 approvato dal Parlamento il 21 dicembre 2007 che consente la libera pubblicazione attraverso la rete di immagini o musiche a bassa risoluzione o degradate.

Alla Legge 633/1941 si affianca anche il Codice Civile, libro V titolo nono, capo I, articoli da 2575 a 2583.

Il sistema italiano è chiamato sistema "a diritto d'autore" in quanto tutti i diritti sono dell'autore.
Per un approfondimento vedi la pagina di Wikipedia sul Diritto d'autore italiano.
La forte valenza - basata sul diritto romano - correlata alla «paternità» dell'opera, caratterizza il sistema italiano in una dicotomia tra due sfere ben precise, individuabili, più che nel corpo normativo, nella giurisprudenza che identifica due ambiti precisi:

  • sfera dei diritti morali
  • sfera dei diritti patrimoniali (sfruttamento economico)

I diritti morali sono in un certo modo dei diritti perenni - che anche gli eredi possono rivendicare - e comprendono:

  • paternità dell'opera
  • integrità dell'opera: modifica, deformazione, decurtazioni
  • diritto all'inedito
  • diritto di pubblicazione (congiunzione con la sfera dei diritti patrimoniali)
  • onore e la reputazione della figura dell'autore

Nell'ambito della sfera relativa alla tutela per le forme di sfruttamento economico, i diritti esclusivi, che possono essere fatti valere anche dagli eredi fino a settant'anni dopo la morte dell'autore, sono:

  • la pubblicazione (che è anche un diritto morale)
  • la riproduzione
  • la trascrizione
  • l'esecuzione, rappresentazione o recitazione
  • la comunicazione al pubblico
  • la distribuzione, messa in commercio
  • la traduzione
  • la pubblicazione dell'opera in una raccolta
  • la rielaborazione
  • il noleggio e il prestito
  • ...

In sostanza, sono numerosi i diritti di sfruttamento economico che si evincono dalla legge sul diritto d'autore. Per una trattazione più esaustiva dell'argomento, si consulti il documento Diritti esclusivi di sfruttamento economico nel diritto d'autore e diritti connessi (PDF).

Sono previste dalla legge italiana delle categorie di opere di pubblico dominio e fuori protezione:

  • opere su cui è già trascorso il periodo di protezione legale: 70 anni dalla morte dell'autore
  • documenti di fonte pubblica (leggi, dati, statistiche, ...)
  • opere prive di creatività...

Nell'ordinamento italiano non esiste il concetto di Fair Use, tipico del sistema anglosassone detto copyright, ma ci si basa sul meccanismo delle «libere utilizzazioni» o «limitazioni dei diritti». In altri termini ci si muove attraverso delle eccezioni ai numerosi diritti economici sopra citati: ciascun diritto può avere nessuna, una o più eccezioni.



Direttive dell'azione italiana

L'azione italiana si sta muovendo verso un'armonizzazione delle norme (manca tuttora un codice, un testo unico), ma sta anche tentando di adattare le norme al contesto digitale, valutando l'impatto delle nuove tecnologie sulla sfera normativa. Il Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore è, in Italia, un organo consultivo previsto dall'art.190 della legge 22 aprile 1941, n.633. Prevede due Commissioni speciali: l'una relativa al rapporto tra nuove tecnologie e proprietà intellettuale e l'altra per la revisione della legge sul diritto d'autore.



Direttive dell'azione europea

L'azione dell'Unione Europea si muove in due direzioni, la prima verso l'interno con lo scopo di far recepire quanto stabilito dalle direttive dai singoli Paesi membri della Comunità, la seconda verso l'ambito internazionale (trattati e convenzioni OMPI Organizzazione Mondiale Proprietà Intellettuale e trattati OMC Organizzazione Mondiale per il Commercio), tentando di proporre linee e principi che non si discostino troppo dagli altri sistemi a livello internazionale. Uno dei documenti più importanti a livello internazionale è la Convenzione di Berna che tenta di armonizzare le regolamentazioni nei vari sistemi del mondo.
L'attività armonizzatrice dell'Unione Europea (Copyright and Neighbouring Rights) si è concretizzata con l'emanazione di otto Direttive dedicate alla regolamentazione della proprietà intellettuale non brevettuale:

  1. prestito e noleggio
  2. durata dei diritti
  3. banche dati
  4. programmi per elaboratore
  5. comunicazione al pubblico
  6. internet
  7. opere d'arte
  8. rafforzamento delle tutele



Eccezioni e limitazioni al diritto d'autore

La legge italiana sul diritto d'autore, prevede delle eccezioni e limitazioni ai diritti di cui sopra, descritti al CAPO V (che prima dell'entrata in vigore della Legge 248/2000 era titolato "Utilizzazioni libere"). In particolare la materia di interesse per le biblioteche è trattata nella Sezione I - Reprografia ed altre eccezioni e limitazioni negli articoli 65-71 (decies). A questo proposito, si consulti il documento Eccezioni e limitazioni al diritto d'autore e diritti connessi in Italia (PDF) di Antonella De Robbio.

Gli usi consentiti per libere utilizzazioni riguardano riassunto, citazione, riproduzione di brani a scopo di insegnamento, esecuzione , rappresentazione o recitazione di opere e spettacoli nella scuola (cerchia familiare), accesso e consultazione banche dati, riproduzione di software per uso didattico (temporanea e in ambito ristretto) oltre alla riproduzione, al prestito e ad alcune altre eccezioni al diritto di comunicazione per scopi di studio e di ricerca, come vedremo meglio nel seguito.

La riproduzione (fotocopie)

Le norme sulla riproduzione o reprografia sono state profondamente innovate dall'art. 9 del D. Lgs. 9 aprile 2003 n. 68, che ha recepito la sesta direttiva europea, ha portato significative modifiche all'art. 68 della legge di riferimento, la Legge 22 aprile 1941 n. 633, "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio", in particolare al CAPO V . Il diritto di riproduzione, in particolare, ammette delle eccezioni. Con la legge 248/2000, l'eccezione al diritto di riproduzione per uso personale e soprattutto nelle biblioteche si riferisce solo al cartaceo. Non si tratta più di una "libera utilizzazione" come stabilito dalla vecchia formulazione, ma di una "limitazione del diritto", nel senso che viene limitato il diritto di autore in favore del diritto di accesso, cioè di poter riprodurre per certi usi. Tale limitazione non richiede autorizzazione, bensì corresponsione di compenso, significa che sono le biblioteche o le loro istituzioni a dover pagare a monte per i mancati introiti degli autori con le attività di riproduzione. A seguito della Legge 18 agosto 2000 n. 248 sono stati stilati accordi negoziali con la SIAE e altre categorie che rappresentano le biblioteche (Pubbliche/Coordinamento Comuni d'Italia, Nazionali/Ministero Beni Culturali, Scolastiche/Ministero Istruzione e così via ...). Per le biblioteche delle università è stato siglato un accordo tra CRUI (la Conferenza dei rettori delle Università Italiane e la SIAE. È stato rinnovato l'accordo per il triennio 2007-2009.

In sintesi, si possono individuare alcune linee guida:

  • Si eseguono fotoriproduzioni unicamente a scopo di studio e di ricerca ed in luogo del prestito del materiale stesso o della sua manuale trascrizione.
  • È possibile fotocopiare per uso personale, all'interno delle biblioteche, fino al 15% delle e non proveniente dall'esterno e che la riproduzione deve avvenire solo da un originale posseduto dalla biblioteca (sono vietate le copie delle copie).
  • La riproduzione di interi volumi è severamente proibita, salvo il caso che si tratti di opere rare fuori catalogo e comunque la riproduzione deve essere fatta da originale presente in biblioteca. Nel caso di opere fuori dai cataloghi editoriali e rare, in quanto di difficile reperibilità sul mercato, il limite del 15% posto dal comma 3 dell'art. 68 non si applica.
  • È sempre e comunque vietato "lo spaccio di dette copie nel pubblico ed in genere ogni utilizzazione in concorrenza con i diritti di utilizzazione spettanti all'autore" (comma 3 art. 68). Questo significa che non è possibile preparare a priori copie di volumi, o anche di capitoli di volumi, da mettere a disposizione degli studenti, anche dietro il solo rimborso spese, in quanto tale attività si configurerebbe come attività in concorrenza con i diritti di utilizzazione economica.
  • È necessario porre attenzione a quanto avviene all'interno dei servizi dati in appalto, inviando una nota in proposito che contenga le linee guida per il rispetto della legge 633/1941 e successive modificazioni e integrazioni. Dovrebbe comunque essere stabilito, all'interno del capitolato, una clausola che imponga il rispetto della Legge 633/1941 e successive integrazioni e modificazioni, in particolare l'art. 68, e un'altra clausola di non responsabilità della biblioteca per eventuali azioni che violino la legge.

AIDRO (Associazione Italiana Diritti Riproduzione Opere) è l'associazione che offre un sistema di licenze che consentono alla fotocopiatura di materiali protetti da diritto d'autore per uso professionale tutelando contemporaneamente gli interessi degli editori, degli utilizzatori e degli autori. Ecco una serie di documenti riguardanti la riproduzione di materiale protetto da diritto d'autore.

A seguire, una serie di materiali suddivisi per argomento indirizzati a chiunque desideri approfondire ulteriormente le questioni riguardanti diritto d'autore e copyright e i loro ambiti di utilizzo ed applicazione.



Diritto d'autore e copyright



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Questa sezione fornisce della documentazione utile in materia di diritto d'autore agli studenti, ai docenti e ai bibliotecari di Ateneo in quanto essi rappresentano i tre principali utilizzatori di materiale protetto da diritto d'autore. In quanto figure cardine all'interno del percorso formativo dell'Ateneo, essi sono tenuti ad agire in conformità alla legge sul diritto d'autore tenendo in considerazione le questioni giuridiche e morali concernenti il diritto d'autore nei loro percorsi di studio, professionali o di docenza.



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